sabato 8 novembre 2008

PD INSORGE

Il Pd insorge contro gli ''insulti'' arrivati dal presidente del Consiglio da Mosca, dopo che le sue frasi sul presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama avevano sollevato una pioggia di critiche da parte dell'opposizione. ''Non e' normale ne' accettabile che un presidente del Consiglio si rivolga in quel modo all'opposizione'', attacca Dario Franceschini, vicesegretario del Pd, in una conferenza stampa alla Camera: ''Ha iniziato mandandoci a quel paese, poi ci ha dato degli imbecilli e alla fine la laurea dei coglioni. Non e' accettabile, non esiste un paese al mondo dove il capo del governo si rivolge cosi' all'opposizione''.

''Alle nostre critiche - ha ribadito - che non avevano nessun carattere d'insulto, ma erano politiche, il presidente del Consiglio ha sfornato una serie di insulti e offese. Dobbiamo mettere fine a questa escalation, perche' chi ha una responsabilita' politica e' anche un modello di comportamento''. Avanti di questo passo, e' il ragionamento del numero due del Pd, i ragazzi a scuola ''saranno inevitabilmente portati a credere che se un insegnante li critica possono dargli dell'imbecille o del coglione''. Per Franceschini ''e' necessario reagire con determinazione perche' il rischio e' l'assuefazione. Non si puo' - insiste - ricorrere al turpiloquio. Qui siamo oltre lo scontro politico siamo all'insulto volgare. Immaginate Sarkozy che da del coglione a Segolene Royal, o Gordon Brown a Cameron. Non e' normale, bisogna reagire e noi chiediamo anche all'informazione, agli intellettuali, agli opinion leader del nostro paese di intervenire per riportare alla normalita' le cose''.

(ANSA)

mercoledì 5 novembre 2008

Obama: “è arrivato il cambiamento”

E' avvenuto, Barack OBAMA è il 44° Presidente americano!

Il primo uomo di colore alla Casa Bianca.!!!


All'indomani del voto americano, che ha visto scendere in strada a votare , tanti americani, molti di piu' che nel passato, è piu' che logico chiedersi come mai tante aspettative, sia nel popolo americano che nel mondo, e cosa puo' cambiare.

Otto anni di amministrazione Bush, hanno lasciato il' paese leader mondiale, sull'orlo del baratro, nel pieno della piu' grande recessione che si ricordi dopo il 1929, un paese che vede aumentare il numero dei poveri, soprattutto nel cuore della classe sociale borghese che rappresenta il motore del paese, e soprattutto ha lasciato un paese in guerra.

All'indomani dell'11 Settembre, tutto il mondo scese al fianco degli americani a sostegno del loro dolore, e l'America godeva del piu' ampio consenso mondiale, ma grazie ad un'amministrazione incapace di scelte, che non fossero dettate da soli interessi economici, si è inoltrata in una guerra (IRAK) che agli occhi di tutto il mondo, e soprattutto del Medio Oriente, ha trasformato il paese, da vittima a persecutore di un popolo che mai aveva attaccato gli americani e soprattutto non aveva armi di distruzione di massa.

L'amministrazione Bush, ha trasformato, il sogno americano nel mondo, in un incubo: mai l'antiamericanismo è stato cosi forte.

E pensare che il nostro Presidente del Consiglio, ha chiamato Bush un suo grande amico.

Anche il popolo americano ha capito quanti danni ha fatto l'amministrazione Bush, e al di la del solito zoccolo conservatore, la stragrande maggioranza americana è andata a votare per chiedere un grande cambiamento.

Sono in molti a vedere in OBAMA il nuovo Kennedy e molti hanno intravisto nel futuro che lui rappresenta, anche il nuovo Roosvelt e il miracolo americano del New Deal.

OBAMA, non solo è giovane ma è anche il primo uomo di colore che sale alla CASA BIANCA e quest'ultimo elemento non può e non deve essere sottovalutato, perché se in America rappresenta un simbolo per tutti i neri nell'ottica di un loro riscatto, questa novità porterà grandi novità anche nel nostro continente investito da un grande vento di razzismo.

OBAMA rappresenta il simbolo che è possibile l'integrazione sociale e che essa è il futuro.

Ad OBAMA ora spetta un incarico difficile, ma se guardiamo a come ha affrontato la campagna elettorale siamo certi che si saprà accerchiare di persone capaci per affrontare il disastro che gli viene lasciato in mano.

Ci aspettiamo un'America che innanzitutto nel fronte interno affronti la sua piu' grande crisi, non avvantaggiando solo i capitalisti, ma guardando alle esigenze della gente comune e permettendo loro di riprendersi in mano la propria vita.

Ci aspettiamo che anche in America ritorni quello stato sociale che Bush è riuscito a smantellare.

Ma inevitabilmente dall'America di OBAMA ci aspettiamo che sappia svolgere la sua politica estera nell'ottica del multilateralismo coinvolgendo tutti coloro che possono dare respiro al mondo, ci aspettiamo che sappia affrontare il pericolo Medio Oriente e soprattutto l'insidia IRAN senza cadere nell'uso della forza..

Ci aspettiamo um miglioramento nei rapporti con la Russia e con la Cina.

Ci aspettiamo un'America che metta da parte l'ascia per riprendere in mano le armi della diplomazia.

Infine da Europei e da Italiani, sappiamo che se OBAMA, saprà affrontare tutti questi grandi problemi, nel modo giusto, tutto ciò si riverberà sul nostro continente in modo positivo sia dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista politico.

Anche noi ci aspettiamo molto da Lui: FORZA OBAMA.

lunedì 3 novembre 2008

convocazione coordinamento

Buongiorno amiche e amici,
questi mesi hanno visto impegnato il nostro Partito nella costruzione degli assetti organizzativi ai vari livelli. Questa fase ora procede con la elezione dell'assemblea metropolitana del partito e con l'elezione dei responsabili di zona.
Il regolamento relativo a queste elezioni l'abbiamo trasmesso nelle settimane scorse.
Approssimandosi la data prevista di questi appuntamenti, è convocata la riunione per giovedì 6 novembre 2008 alle ore 21,30 presso la sede in via Negroni, 4,
avente il seguente o.d.g.
1 - elezioni
2 - tesseramento
3 - iniziative sul territorio
Considerata l'importanza degli argomenti, non mancate.
Fraterni saluti.
Il portavoce
Giordano Mazzurana

domenica 2 novembre 2008

IL PUNTO…

IL PUNTO SULLA POLITICA NAZIONALE: DALLA SCUOLA AL RUOLO DELLE PROVINCE E DELLE AREE METROPOLITANE


L'impegno del centrodestra era chiaro: una legislatura costituente. Invece… passano i mesi e all'orizzonte non si vede nulla



"Questa sarà una legislatura costituente!", ha ripetutamente annunciato il centrodestra, vincitore delle elezioni. Intanto, però, i mesi passano, e non si vede alcunché. C'era fretta, invece, di intervenire sulla scuola, con un atto un po' esageratamente spacciato come "riforma", una riforma, oltre tutto, approvata con un provvedimento di urgenza, che non ha consentito l'indispensabile approfondimento che la materia, comunque, richiedeva e richiede. D'altronde, il decreto legge era prevalentemente motivato dalle esigenze di cassa avanzate da Tremonti, come sappiamo.


Certo, c'è anche qualcosa di ordinamentale in esso: il grembiulino alle elementari (la sola scelta che, in verità, non mi scandalizza), il ritorno al voto numerico (assai più efficace di un giudizio di "insufficiente, sufficiente, buono, ottimo"?), nonché al voto in condotta, il quale ultimo sarà, ovviamente, risolutivo per cancellare il bullismo, dentro e, soprattutto, fuori dalle aule (!). Ma la decisione clou, o comunque di maggiore impatto mediatico, è rappresentata dal ritorno al maestro unico, decisione con la quale la destra ha finto di volersi rifare ad una scuola primaria di stampo deamicisiano. Di un mondo, cioè, che non esiste più, come la stessa destra sa perfettamente, essendosi affiliata al padrone di quelle televisioni private che, negli ultimi decenni, hanno inondato il paese di una subcultura che ha distrutto tutti i valori. Da cattolico, al vescovo di Como, responsabile dell'ufficio scuola della CEI, che sostanzialmente conveniva con tale scelta, mi permetto di segnalare che l'opinione di qualificati esponenti dell'importante associazione maestri cattolici è opposta. Infine, sulla questione tempo pieno è netta l'impressione che il governo si stia arrampicando sui vetri, quando afferma che sostanzialmente non cambierà nulla, anche se l'orario di insegnamento sarà di 24 ore settimanali, da svolgersi al mattino. Mi par di capire, allora, che, al massimo, potremmo ritornare al vecchio doposcuola, eventualmente pagato dai Comuni, ormai finanziariamente esausti.


A proposito delle manifestazioni studentesche: piazza, semplicemente, manovrata dalle sinistre? Venendo dalla DC, questa frase l'ho sentita pronunciare diverse volte, a suo tempo, in casa mia, in occasione di manifestazioni di altri tempi (nelle quali qualche testa calda c'era inevitabilmente sempre, vuoi di qua, vuoi di là). Ma a me pare che, oggi, la spontaneità della protesta di studenti, professori e genitori sia davvero genuina. In ogni caso, a questi nuovi eredi della DC che ci governano vorrei ricordare che difficilmente quel partito, vocato per definizione alla mediazione, avrebbe mostrato tanta arroganza.


"Legislatura costituente!", dicevo. In proposito, passando dalla scuola ad altro argomento, a Milano siamo in attesa degli annunciati provvedimenti riguardanti la città metropolitana, dopo aver sentito anche le convinte affermazioni favorevoli in proposito del Sindaco e del Presidente della Provincia. In verità, v'è bisogno di una riforma più complessiva (pur se graduale) del nostro sistema istituzionale, che preveda anche una significativa riduzione del numero dei parlamentari (considerato che alle Regioni è stata ormai conferita un'amplissima competenza legislativa), il superamento del cosiddetto bicameralismo perfetto e la creazione del Senato delle autonomie, la definizione delle funzioni fondamentali degli enti locali (Comuni, Province e, appunto, città metropolitane), che ha da essere perlomeno contestuale alla realizzazione di quel federalismo fiscale (che noi vogliamo anche solidale) oggi sulla bocca di tutti. Il sistema di finanziamento, cioè, deve marciare di pari passo con la precisa individuazione delle funzioni di ciascun livello di governo. In proposito, è impensabile rimettere in discussione, a pochi anni da una riforma costituzionale importante, il ruolo delle Province, io credo, cui debbono essere definitivamente affidate tutte le (poche) funzioni di area vasta nel governo delle reti e delle politiche territoriali, di pianificazione e di coordinamento dello sviluppo economico locale, di sussidiarietà a supporto dei Comuni, ai quali ultimi devono però essere conferite tutte le funzioni di prossimità, e dunque i servizi alla persona. Certo, un intervento di razionalizzazione sulla dimensione territoriale e sul numero minimo di abitanti che dovrebbero avere una Provincia può avere senso. Non, invece, l'obiettivo di fare di questi enti il capro espiatorio nella battaglia contro i costi della politica. Il nostro paese va dunque dotato di un organico ed efficiente sistema ordina mentale, che eviti sovrapposizioni, confusioni di ruoli e diseconomie. Serve una carta delle autonomie che superi l'attuale testo unico degli enti locali, oltretutto infarcito di assurde norme di dettaglio. Per gli stessi in particolare (ma non solo), poi, nella prospettiva della riforma si pone altresì l'inderogabile obiettivo di rivalorizzare il ruolo politico e istituzionale delle assemblee elettive, per farle diventare sempre di più - come ha ricordato a Torino, anche su impulso degli stessi presidenti dei consigli provinciali, il presidente UPI - il luogo in cui viene definito l'indirizzo politico generale, in cui si deliberano le norme fondamentali per l'organizzazione dell'ente e per l'esercizio delle sue funzioni, in cui si verificano le scelte compiute dall'amministrazione secondo un circuito ispirato alla trasparenza e al controllo democratico.


Oggi, le cose non vanno bene, in proposito, a conferma che la normativa vigente è inappropriata, al di là degli sforzi di autonomia che in qualche ente si sono pur evidenziati. Anche a questo fine va decisamente ripensata l'esistenza (ne ha fatto un forte cenno, sempre all'UPI, il presidente della Provincia di Ascoli Piceno) di quella miriade di organismi, agenzie, ATO, consorzi ed enti di secondo grado, proliferati in questi anni al di fuori dei livelli di governo individuati dal titolo V della Costituzione, non tanto allo scopo della gestione associata di servizi (cosa che sarebbe pur virtuosa), ma con l'intento di disgregare la governance organica del territorio e delle sue risorse, moltiplicando, questi sì, i posti e i costi della politica. La città
metropolitana, infine: per istituirla occorrerebbero tempi rapidissimi e una sostanziale modifica delle attuali norme. Servono ovviamente percorsi differenziati in relazione alla specificità delle singole realtà (pensiamo, appunto, a Milano in particolare). Per realizzare la stessa devono scomparire sia il Comune capoluogo (da suddividere in municipalità di adeguata dimensione) che la Provincia: sarebbe impensabile (ed inutile, credo) attuarla semplicemente determinando la sola scomparsa di quest'ultima e caricando sul Comune capoluogo il ruolo di guida. Tanto più nella nostra realtà, dove vi sono decine di Comuni con popolazione non certo piccola, che non accetterebbero un capoluogocentrismo. C'è poi, da noi, la questione della Provincia di Monza, la parte del territorio più conurbata con Milano, che se ne va, diventando autonoma. Allora, un forte dubbio: una città metropolitana milanese che sia un serio e forte livello istituzionale davvero utile ai cittadini rimarrà un'utopia?

VINCENZO ORTOLINA

Milano, ottobre 2008

per ricordare i 60 anni della nostra carta costituzionale

Zona ACLI Cassano: serata speciale con P.Bartolomeo Sorge, oratorio di Masate venerdì 7 novembre, ore 21.00


Padre Bartolomeo Sorge è tra i più lucidi osservatori del nostro tempo.
E' una proposta che merita la nostra attenzione.
Il portavoce
Giordano Mazzurana

PS: per arrivare al Circolo, prendere la provinciale Trezzo-Villa Fornaci: al semaforo entrare in Masate, 100 m a destra c'e' la sede con bar.

le nostre idee

LE NOSTRE IDEE PER LA REGIONE su Telelombardia
Carissimi, a partire dal 5 novembre, tutti i mercoledì alle ore 19, su Telelombardia andrà in onda Gente di Lombardia, un programma di approfondimento a cura del Pd regionale.
Ogni settimana verranno toccati temi di attualità che riguardano la nostra Regione con l’intenzione di esprimere la nostra posizione sulle tante vicende che animano la vita quotidiana dei cittadini lombardi. A questo progetto verrà poi affiancata una trasmissione analoga su Radio Lombardia con lo stesso taglio.
Gli orari scelti per la messa in onda sono stati studiati in base alla tipologia di pubblico che volevamo raggiungere. Da dicembre, con il nuovo sito del Pd della Lombardia, sarà poi possibile rivedere o risentire tutte le puntate in streaming.
Vi segnaliamo questa serie di appuntamenti anche per sollecitarvi non solo a seguirli ma a suggerirci temi da trattare.
Per questo scopo potrete scrivere a comunicazione@pdlombardia.it e suggerire temi che meritano di venire affrontati in trasmissione

Maurizio Martina
Giovanni B. Magnoli


Cordiali saluti,

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Organizzativo PD Lombardia
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Tel. 02/45481828 - Fax 02/45482076
Email
http://www.pdlombardia.it
"Save the date!"

SABATO 13 DICEMBRE dalle ore 9.30 alle ore 13.00 a Milano presso l'Auditorium de "Il Sole 24 Ore" (via Monte Rosa) si terrà la Prima Conferenza Economica del Pd Lombardia.

Hanno già garantito la loro presenza come relatori, fra gli altri:

Pierluigi BERSANI, Ministro Ombra dell’Economia e Finanze
Tito BOERI, Economista e Docente Università Bocconi
Giuseppe GUZZETTI, Presidente Fondazione Cariplo
Giuliano ZUCCOLI, Presidente del Consiglio di Gestione di A2A
Susanna CAMUSSO, Segreteria nazionale CGIL
Gigi PETTENI, Segretario Generale CISL Lombardia
Giorgio MERIGO, Presidente BCC lombarde
Luca BERNAREGGI, Lega Coop Lombardia
Andrea MOLTRASIO, Vicepresidente Confindustria
Pier Andrea CHEVALLARD, Direttore Generale Camera di Commercio di Milano

Vi invitiamo ad appuntarvi l'evento in agenda.